Festival

 V EDIZIONE 2020

GLI SPETTACOLI

Sabato 10/10 ore 21.00 “Senza Hitler” – Compagnia degli Evasi – Castelnuovo Magra (SP)

DI: Edoardo Erba REGIA: Alessandro Vanello CON: Andrea Carli, Lucia Carrieri, Nicoletta Croxatto, Riccardo Avanzini

“Scarso talento, prova di disegno insufficiente” , fu il verdetto di non ammissione per il diciottenne Adolf Hitler all’Accademia di arti figurative di Vienna nel 1907. Quel fallimento segnò probabilmente l’inizio di un processo di odio del futuro Fuhrer per tutta l’umanità. In questo testo vincitore del “Premio Speciale della Giuria Riccione 2001” , l’autore Edoardo Erba, immagina e crea una una dimensione parallela agli eventi accaduti: Hitler viene promosso all’esame dell’accademia di Belle Arti e realizza il sogno della sua giovinezza: diventare pittore. Ma in realtà la sua fama rimane quella di un pittore mediocre e irrequieto, che dipinge quello che nella nostra dimensione ha fatto: guerra, massacri, camere a gas. Accanto a lui Eva, modella, donna delle pulizie, poi compagna di vita. Siamo negli anni 50, Stoccolma è la capitale  dell’Europa. A sessant’anni, quando il pittore Adolf Hitler sta per emergere dall’anonimato, dopo una vita  di frustrazioni artistiche, viene intervistato da Anne, una giovane giornalista della Frankfurten Zeitung. Siamo negli anni 50, Stoccolma è la capitale dell’Europa.

 

Domenica 25/10 ore 17.30 “A republica de mati” –  Satiro Teatro – Padernello di Paese (TV)

DI: Roberto Cuppone REGIA: Roberto Cuppone CON: Gigi Mardegan

Mato de Guera è un testo sulla prima guerra mondiale. La cosiddetta Grande Guerra serve come spunto per una analisi della guerra tout court e sulla sua inutilità. Ambientato a Treviso (per la precisione in una stanzetta del manicomio di Sant’Artemio) alla metà degli anni Trenta, discende con evidenza dalla grande tradizione letteraria veneta e in particolare dai parlamenti di Bilora e Ruzante. Ma vi si avverte anche, ad esempio, la lezione di Teofilo Folengo/Merlin Cocai che guarda con disperazione non rassegnata al mondo degli umili e degli sfruttati.
Il fante Ugo Vardanega, originario di Possagno, è approdato da tempo nel centro storico di Treviso dove, a due passi dal portico dei Buranelli, vende la sua povera mercanzia su una scalcinata bancarella. È uscito dal primo conflitto mondiale con la mente sconvolta dall’orrore del conflitto e la sua vita di reduce folle/saggio si divide tra la sua miserabile attività commerciale e i ricoveri forzati al Sant’Artemio, quando la sua follia riaffiora in maniera incontrollabile. Anni Trenta: verso la metà di quel decennio che corre verso il secondo conflitto mondiale, dal suo piccolo osservatorio popolare Ugo si rende conto che sulla pelle di tutti i suoi compagni morti sul Grappa e sul Piave si sta consumando l’ultima, ignobile speculazione. Sono questi infatti gli anni in cui si costruiscono i grandi ossari. Già, non alla fine della guerra 15-18, ma venti anni dopo. Dunque non per pietà e riconoscenza verso tanti ragazzi morti, ma per sostenere la retorica della nuova guerra che si sta preparando. Ugo vede passare i camion carichi dei contenitori pieni di ossa e le pietre destinate a costruire gli ossari: non regge e scoppia. Riaffiora in lui terribile la memoria della guerra. Combattuta su due fronti, come dice ad un certo momento: perchè c’era da guardarsi dal nemico, ma anche dalla stupida intransigenza di uno stuolo di ufficiali italiani boriosi e impreparati.


Sabato 7/11 ore 21,00 “La signora e il funzionario” – Compagnia dell’Eclissi – Salerno

DI: Aldo Nicolaj REGIA: Marcello Andria CON: Marika De Vita, Enzo Tota

“Commedia di costume dalle inflessioni umoristiche ma dal retrogusto acido e corrosivo, La signora e il funzionario fu scritta da Aldo Nicolaj (1920-2004) alla fine degli anni ’70, quando l’opinione pubblica italiana era profondamente scossa da disordini di piazza, lotta armata, strategia della tensione. Se ne percepisce l’eco, sia pure smorzata da una scrittura ironica e briosa, nel serrato e quasi asfissiante dialogo fra un funzionario – espressione tipica e grottesca delle meschinità e delle cattive abitudini radicate nella burocrazia ministeriale – e una di quelle terribili signore borghesi che popolano il teatro del prolifico commediografo piemontese, all’apparenza frivole e svitate, in realtà dotate di una sottile, personalissima razionalità. L’impatto fra i due personaggi produce un effetto bizzarro, che si spinge fin quasi ai confini del teatro dell’assurdo; un gioco un po’ perverso fra un gatto e un topo, in cui il primo, cedendo alla tentazione di un crudele ma divertente passatempo, tormenta e mette più volte alle corde la sua vittima; l’altro, intimidito e irrazionalmente spaventato, prova a minacciare, poi ad assecondare e blandire, il suo casuale aguzzino, nel quale vede materializzarsi tutte le sue paure, le sue debolezze, i suoi rancori, le sue frustrazioni.

 

Domenica 22/11 ore 17.30 “Endgame” – Oneiros Teatro – Cinisello Balsamo (MI)  

DI: Samuel Beckett REGIA: Francio Ciani e Clara Hauff CON: Francesco Colombi, Marco Cuzzi, Antonia Fusano, Antonio Napoletano

All’interno di un cubo che può essere una stanza, un bunker,  un loculo, quattro esseri, impegnati in un tragicomico epilogo delle loro esistenze, si inseguono in dialoghi come su di una scacchiera, nel tentativo di mettersi fuori gioco. Hamm non può alzarsi, Clov non può sedersi e i due vecchissimi genitori si trovano dentro a bidoni della spazzatura.  Il titolo è ispirato al modo in cui viene chiamata l’ultima parte di una partita a scacchi, quando sulla scacchiera non sono rimasti che pochissimi pezzi. Beckett era famoso per essere un appassionato di questo gioco ed il rifiuto di Hamm di accettare la fine imminente può essere paragonato a quello dei giocatori dilettanti che continuano a giocare non accorgendosi dell’inevitabile sconfitta, mentre i professionisti, di fronte ad una chiara situazione di svantaggio, sono soliti arrendersi abbandonando la partita. . Le figure grottesche, spesso comiche e clownesche, divertono e commuovono immersi nell’altissima poetica Beckettiana.

 

Sabato 28/11 ore 21.00 – “tre sull’altalena” – Ronzinante Teatro | FUORI CONCORSO

DI: Luigi Lunari REGIA: Michele Masullo e Beppe Colella CON: Michele Masullo, Beppe Colella, Massimiliano Colombo, Patrizia Tonsi

Tre uomini, un commendatore, un capitano dell’esercito e un professore si trovano nello stesso luogo per tre ragioni diverse: il commendatore per un incontro galante, il capitano per trattare un acquisto di materiale bellico, il professore per ritirare un pacchetto. Ma cos’è esattamente quel luogo? Un discreto e comodo albergo, un luogo di affari, o una casa editrice? È possibile che tutti e tre abbiano avuto l’indirizzo sbagliato? La strana situazione accresce il mistero, anche perché l’allarme per un’esercitazione anti-inquinamento impedisce ai tre uomini di uscire. Durante la notte che sono costretti a passare insieme, i tre giungono a sospettare che la stanza possa essere davvero un’anticamera per l’aldilà e che probabilmente loro sono già morti, e in attesa del Giudizio. I tre reagiscono a questa prospettiva secondo le rispettive caratteristiche psicologiche: il commendatore è spaventato ed ansioso, il capitano non trova niente di misterioso nella situazione e resta assolutamente indifferente, il professore usa tutta la sua logica filosofica per spiegare il fenomeno come un fatto naturale e logico. Ne risulta un dialogo umoristico centrato sui temi importanti di vita e morte, destino, predestinazione e libero arbitrio, esistenza di Dio ed ateismo. Improvvisamente una persona delle pulizie entra nella stanza e dice cose talmente ambigue da far nascere nei tre malcapitati un nuovo grande enigma: è realmente un addetto delle pulizie? Un lungo suono della sirena indica che l’allarme per l’emergenza inquinamento è finito. I tre sono pronti ad andarsene, ma la scena finale regalerà un sorprendente coup de théâtre.

INGRESSO  SINGOLO 10€ – RIDOTTO 7€ (proloco – under 25 – Merateneo) | ABBONAMENTO  valido per i 5 spettacoli: 35€ | RIDOTTO 25€

TUTTI GLI SPETTACOLI SI TERRANNO PRESSO L’AUDITORIUM GIUSI SPEZZAFERRI IN PIAZZA DEGLI EROI, 3 – MERATE

     INGRESSO A PARTIRE DALLE ORE 20.30 – POSTI DISTANZIATI – È OBBLIGATORIO L’USO DELLA MASCHERINA – VERRÀ MISURATA LA TEMPERATURA CORPOREA ALL’INGRESSO – VERRANNO RICHIESTI I PROPRI DATI PERSONALI PER POTER TRACCIARE TUTTE LE PRESENZE

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