SINOSSI
Uno spettacolo che parla di donne, di come si vedono, di come sono viste e di come se ne parla.
Con un linguaggio teatrale che oscilla tra l’ironia graffiante e la profondità emotiva, lo spettacolo ci accompagna in un viaggio tra dialoghi, monologhi, scene quotidiane e frammenti surreali; un patchwork di storie, situazioni e voci che mettono a nudo come il patriarcato sia radicato nei nostri gesti e nelle nostre parole, spesso in modo inconsapevole. Ma non si tratta di uno spettacolo “contro gli uomini” e forse nemmeno di un vero e proprio spettacolo… È, piuttosto, un invito rivolto a tutte e tutti: a guardarsi dentro, a riconoscere certi automatismi, a ripensare il linguaggio e i modelli culturali che abitiamo. Lo facciamo con ironia, con leggerezza quando serve, perché il riso, a volte, è il modo più potente per smontare i meccanismi del potere. E lo facciamo con serietà e rispetto, perché il tema è profondo e riguarda vite reali.Alla fine dello spettacolo non daremo soluzioni preconfezionate.
Offriremo invece uno spazio aperto per riflettere, discutere, sentirsi coinvolti, per cominciare a cambiare il nostro modo di abitare le parole, le relazioni, il mondo.
Perché cambiare è possibile. E tutto può iniziare da una parola detta meglio.




