Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Informazioni | Chiudi
Ronzinante su Facebook Ronzinante su Twitter Ronzinante su YouTube RSS di Ronzinante Teatro
seguici
Contatti
telefono: 335 5254536
e-mail: info@ronzinante.org
sede: ex chiesa di Santa Marta
Via Santa Marta - 23807 Merate (Lc)
Appuntamenti
  • Sab.25.11.2017 ore 21.00
    TO BE OR NOT TO BIBBIA - II FESTIVAL MERATE
  • Sab.01.12.2017 ore 21.00
    CYRANO IN SALSA COMICA - Besana Brianza (MB)
  • Sab.09.12.2017 ore 21.00
    QUESTO OTELLO ... - Fino Mornasco (CO)
  • Ven.15.12.2017 ore 16.00
    GASTONE CUOCO PASTICCIONE - Biblioteca Oggiono (LC)
  • Sab.16.12.2017 ore 16.00
    NATALE 2.0 - Biblioteca Casatenovo (LC)
  • Sab.25.12.2017 ore 16.00
    NATALE 2.0 - Oggiono (LC)
  • Sab.20.01.2018 ore 21.00
    CYRANO IN SALSA COMICA - Sannazaro De Burgondi (PV)
tutti gli appuntamenti >
Teatro da bere
Siete al bancone del bar con due amici e la vostra compagna....
Attenzione quei due hanno una pistola” urla qualcuno.... Ma cosa sta succedendo vi chiederete voi... TEATRO DA BERE, ecco cos’è! Siete curiosi? Scoprite di cosa si tratta e dove ci potreste incontrare e attenzione a chi avete alle spalle...
leggi tutto >
MACBETH
gallery
MACBETH
video
VIDEO NON ANCORA DISPONIBILE
Di: William Shakespeare - Regia: Enrico Tosi
Co-Produzione: Associazione culturale Ronzinante - Compagnia Tutti a progetto -

Con: David Zampieri, Silvia Bonfanti, Sara Conti, Olga Maggioni, Francesca Gariboldi, Alex Melluso, Antonio Takhim, Matteo Apicella, Giorgio Mariani,Lorenzo Aloisio, Luca D'ambrosio, Francesca Daddario, Simone Bianchi, Tiziano Parisi, Massimo Bonanomi.

NOTE SUL MACBETH

 

Si comincia dalla fine, nel nostro spettacolo. Macbeth incontra subito il suo nemico, il "non nato da donna", e ne viene sconfitto e ucciso. Il bene e la giustizia trionfano, e il "macellaio morto" giace ai piedi di Malcolm, il giovane principe dei tempi nuovi; la luce sulla scena è sfolgorante.

Subito si fa buio e in unico, lungo flash-back ripercorriamo la vicenda di un uomo "troppo pieno del latte dell'umana bontà" che, penetrando sempre più a fondo nelle tenebre, si tramuta in un "nibbio infernale", accompagnato dalla sua "diabolica regina".

Ma anche i "buoni" non sono privi di macchie: Banquo fa sogni di grandezza proibita, Macduff abbandona la moglie e i figli, Malcolm si esercita nell'arte machiavellica del buon governo... Piccoli peccati, certo, di fronte ai crimini di Macbeth; il quale, tuttavia, non sospettava forse neppur lui quanto il male avrebbe potuto corrompergli l'anima. Come a dire che in ogni uomo può nascondersi, e rivelarsi inaspettatamente, balzando fuori, la strega.

Una delle chiavi di lettura del Macbeth è un verso affidato alle tre Streghe: "Bello è il brutto, e brutto è il bello", cui fa riscontro, poco dopo, una battuta del protagonista: "Non ho mai visto un giorno così brutto e bello". Non si tratta solo di una osservazione meteorologica, o della categoria morale e psicologica dell'ipocrisia, ma di quella filosofica della contraddizione. Abbiamo cercato di rendere visivamente questo concetto con l'uso della maschera: oggetto che copre il volto, e quindi nasconde l'identità della persona, può essere tuttavia strumento di verità se manifesta, simbolicamente, l'interiorità di chi lo indossa. Le streghe, innanzitutto, portano la maschera, e poi le apparizioni, i soldati di Malcolm, Malcolm stesso; e uno dei tre assassini di Banquo ha il viso coperto da un cappuccio. Il testo shakespeariano ha d'altronde vari riferimenti a quelle situazioni in cui il volto non corrisponde a ciò che il cuore sente e vuole.

Una dei momenti più belli dell'opera è il dialogo tra Lady Macduff e suo figlio: squarcio di vivace poesia nel tratteggiare la figura di un bambino, la scena, con la sua levità e arguzia, accentua il vigore della tragedia incombente. E stabilisce un legame a distanza tra le due donne: l'una è la sposa del carnefice, l'altra del vendicatore; entrambe hanno un forte legame, seppur antitetico, con la maternità e con la propria femminilità; infine la stessa Lady Macbeth getta verso l'altra donna un misterioso ponte quando, ormai in preda alla follia, esclama: "Il barone di Fife [Macduff] aveva una moglie: dov'è ora?".

Mostrando la vita, più che spiegandola, Shakespeare ci pone di fronte uno specchio: nella folla dei personaggi, in un giro di frase, può accadere che riconosciamo qualcosa di noi. E anche Macbeth, l'"essere più sanguinario di come le parole possano definire", può diventare portavoce dello spettatore; per questo abbiamo voluto spostare all'inizio il finale pensato dall'autore: per lasciare l'ultima parola al protagonista che, con il suo grande monologo, dà voce all'uomo di ogni tempo, che cerca con affanno il senso dell'esistenza.